Si aggrava la crisi dell’acciaieria di Taranto: avviata la cassa integrazione straordinaria per migliaia di dipendenti. Sindacati contrari alle condizioni proposte e preoccupati per la continuità produttiva e salariale. Al centro delle polemiche anche lo spostamento dei 720 milioni destinati alla decarbonizzazione.
Si ferma l’area a caldo dell’ex Ilva. Tutti gli impianti dello stabilimento siderurgico di Taranto risultano spenti, dopo le procedure avviate nei giorni scorsi in seguito alla decisione della Corte di Cassazione, che ha confermato lo stop disposto dai giudici di Milano.
La conferma è arrivata da Maurizio Saitta, direttore generale di Acciaieria d’Italia in amministrazione straordinaria, durante l’incontro al ministero del Lavoro sulla richiesta di cassa integrazione straordinaria per 8.600 dipendenti.
La riunione si è conclusa senza un accordo. Fim, Fiom e Uilm hanno espresso forte insoddisfazione, chiedendo garanzie sulla continuità degli stabilimenti e sul pagamento degli stipendi. In particolare, i sindacati contestano l'ipotesi di trasferire all’Inps il pagamento diretto delle retribuzioni durante la cassa integrazione.
L’incontro è stato aggiornato al 10 novembre. Per la Fiom Cgil, senza certezze sul futuro produttivo e sulle retribuzioni non ci sono le condizioni per raggiungere un'intesa.
A preoccupare il mondo del lavoro è anche la scelta del governo di azzerare i fondi destinati alla decarbonizzazione, spostando 720 milioni di euro verso altri capitoli di spesa. Una decisione contestata dalla Fim Cisl, che la considera in contrasto con gli impegni assunti a Palazzo Chigi il 27 ottobre.
La crisi coinvolge oltre 15mila lavoratori considerando anche l’indotto e rischia di avere conseguenze sull’intera filiera siderurgica nazionale. Anche le opposizioni criticano il taglio delle risorse, ritenendolo un ostacolo al rilancio industriale e alla transizione ecologica dello stabilimento.
La sfida per il governo resta individuare una soluzione che tuteli l’occupazione, garantisca la continuità produttiva e permetta di costruire un futuro sostenibile per uno dei principali poli industriali italiani.
07/11/2026







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