La manovra prevede sostegni per aziende energivore e Pmi tra il 2027 e il 2030. Per accedere alle risorse, le imprese dovranno investire almeno una somma pari all'aiuto ricevuto in interventi per ridurre consumi ed emissioni.
Fino a 6 miliardi di euro di sostegni alle imprese per affrontare il caro energia, ma con un vincolo preciso: trasformare gli aiuti in investimenti per la transizione ecologica. È quanto previsto dagli articoli 82 e 83 della manovra, che introducono nuove misure a favore delle aziende energivore e delle micro, piccole e medie imprese non energivore, sfruttando i margini di flessibilità concessi dall'Unione europea.
Le risorse complessive, disponibili tra il 2027 e il 2030, saranno suddivise in 2,5 miliardi di euro destinati alle imprese ad alto consumo energetico e 3,53 miliardi alle Pmi non energivore. Per beneficiare degli incentivi, le aziende dovranno destinare a interventi di sostenibilità risorse almeno pari al 100% dell'aiuto ricevuto.
Gli investimenti ammessi riguarderanno diversi ambiti: produzione di energia da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, efficientamento energetico ed elettrificazione dei processi produttivi. Per le Pmi, i progetti dovranno essere avviati dopo la presentazione della domanda e completati entro 36 mesi dalla concessione del contributo, salvo eventuali termini differenti stabiliti da Bruxelles.
Il controllo sull'utilizzo delle risorse sarà affidato al Gestore dei servizi energetici (Gse), che potrà disporre la riduzione o il recupero degli aiuti, con l'aggiunta degli interessi, in caso di mancato rispetto degli obblighi. L'attivazione degli incentivi resta comunque subordinata all'autorizzazione della Commissione europea in materia di aiuti di Stato.
La manovra definisce anche le modalità di finanziamento del pacchetto. Per il 2027 e il 2028 le risorse arriveranno dal bilancio dello Stato, mentre nel biennio 2029-2030 una parte sarà coperta attraverso gli oneri generali delle bollette elettriche, utilizzando la componente Asos destinata al sostegno delle fonti rinnovabili.
Il contributo previsto attraverso questa componente sarà pari a 2,6 miliardi di euro: 1,4 miliardi nel 2029 e 1,2 miliardi nel 2030. Nel dettaglio, per le imprese energivore sono previsti 800 milioni nel 2029 e 700 milioni nel 2030; per le Pmi non energivore, rispettivamente 600 e 500 milioni.
La misura punta dunque a collegare il sostegno alla competitività delle imprese con la riduzione dell'impatto ambientale delle attività produttive. Resta da chiarire l'eventuale effetto sulle tariffe elettriche degli utenti, non quantificato nel testo della manovra.
02/11/2026








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