L’intelligenza artificiale sta evolvendo rapidamente e non si limita più a rispondere alle domande o a generare testi. I nuovi agenti IA sono progettati per svolgere attività concrete in autonomia, interagendo con siti web, applicazioni, clienti e strumenti di lavoro. Dalla prenotazione di un viaggio alla gestione delle fatture, fino alle telefonate ricevute dalle agenzie funebri, queste tecnologie puntano a semplificare operazioni che richiedono tempo e risorse umane.
La rivista Forbes, con la prima edizione della sua lista Agentic 20, ha individuato venti realtà da osservare nel settore. La selezione non si basa su una graduatoria numerica, ma su interviste, verifiche giornalistiche e valutazioni sull’effettivo utilizzo delle tecnologie.
Tra i nomi più discussi figura Instinct, startup guidata dal ventitreenne Noah Shinn. Il suo assistente personale, ancora accessibile in versione beta su invito, può gestire richieste attraverso iMessage e WhatsApp, come prenotazioni di voli e monitoraggio degli ordini. Secondo il fondatore, il sistema elabora già transazioni per un valore annuale di un miliardo di dollari.
Anche Meta punta sugli assistenti personali con Muse, uno strumento pensato per prenotare servizi, inviare comunicazioni e occuparsi di incombenze finanziarie. Tra gli utilizzi segnalati figurano la richiesta di rimborsi, la revisione delle bollette e la disdetta degli abbonamenti non necessari.
Un’altra realtà interessante è Wajo AI, che attraverso il suo assistente Fo permette di cercare professionisti, richiedere preventivi e fissare appuntamenti, prevedendo l’intervento umano quando l’automazione incontra difficoltà. Andon Labs, invece, sperimenta agenti capaci di gestire attività imprenditoriali, dal coordinamento del personale alla conduzione di negozi e stazioni radio.
L’IA entra anche nella sfera privata con Known, servizio che propone incontri sentimentali sulla base delle preferenze degli utenti, e nel mondo professionale con Town, che automatizza attività commerciali e amministrative. Govra sviluppa strumenti per supportare le verifiche fiscali delle amministrazioni, mentre OpenAI lavora con Dots su agenti in grado di portare avanti più compiti contemporaneamente.
Tra le applicazioni più particolari spicca Atarraya, che utilizza l’intelligenza artificiale per coordinare allevamenti di gamberi, aiutando il personale a interpretare i dati e organizzare le operazioni quotidiane. TeamTangoAI affronta invece un settore delicato: le agenzie funebri. Il suo sistema risponde a chiamate e messaggi, lasciando agli operatori più tempo per assistere le famiglie e consentendo di trasferire immediatamente la conversazione a una persona quando richiesto.
La lista comprende anche soluzioni dedicate alla sicurezza informatica, alla ricerca online, ai pagamenti digitali e alla gestione finanziaria. Stripe, per esempio, sviluppa strumenti per rendere più sicure le transazioni effettuate dagli agenti, mentre Browserbase fornisce l’infrastruttura necessaria per navigare sul web e completare operazioni automatizzate.
Altre aziende puntano sull’istruzione universitaria, sul recupero crediti e sulla gestione delle fatture. Il denominatore comune è la possibilità di affidare alle macchine processi articolati, anziché singoli comandi.
La crescita dell’intelligenza artificiale agentica apre dunque nuove prospettive per cittadini e imprese, ma solleva anche questioni legate alla privacy, alla sicurezza e al controllo delle decisioni. La sfida dei prossimi anni sarà dimostrare che questi assistenti possono essere non soltanto autonomi, ma anche affidabili e responsabili.
13/10/2026







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