Il settore dell’intelligenza artificiale in Italia è in rapida espansione, ma deve affrontare ostacoli legati soprattutto alla disponibilità di personale qualificato e alla diffusione delle nuove tecnologie nelle aziende. È quanto emerge dalla ricerca L’economia dell’intelligenza artificiale. La mappa delle imprese AI-focused in Italia, realizzata da InfoCamere e Università di Padova per Digitalmeet 2026.
Alla fine del 2025, secondo lo studio, erano attive nel Paese 14.840 imprese che offrono servizi basati sull’intelligenza artificiale. Oltre il 70% è nato tra il 2021 e il 2025 e il 93,1% appartiene alla categoria delle microimprese. Gli addetti del comparto hanno superato quota 105.800, con oltre 22mila lavoratori in più rispetto al 2022.
Uno dei problemi principali riguarda la formazione. In Italia, solo il 31,6% delle persone tra i 25 e i 34 anni possiede una laurea, contro una media europea del 44,1%. Questa differenza rende più difficile reperire professionisti con le competenze necessarie e trattenere nel Paese i talenti specializzati.
Anche l’adozione dell’IA nelle piccole e medie imprese procede lentamente: il 76% non ha investito in queste tecnologie e non prevede di farlo, mentre soltanto il 7% ha avviato percorsi formativi strutturati.
I dati economici mostrano tuttavia risultati promettenti. Nel 2024, le imprese specializzate nell’intelligenza artificiale hanno registrato una produttività mediana del lavoro superiore del 9,8% rispetto ad aziende comparabili e un valore aggiunto mediano più alto del 50%. Tra il 2020 e il 2024, inoltre, il valore della produzione mediano è cresciuto del 124,2%.
Un’indagine dell’Associazione nazionale giovani innovatori evidenzia infine che nove manager italiani su dieci considerano l’IA strategica. Restano però le difficoltà legate alle competenze, ai costi, all’incertezza sugli investimenti e alla sicurezza informatica.
12/10/2026







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