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INFORTUNI SUL LAVORO, CALANO I MORTI MA CRESCONO LE DENUNCE

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Segnali contrastanti dal fronte della sicurezza sul lavoro in Italia. Nei primi tre mesi del 2026 le denunce di infortuni mortali sono state 189, in calo del 7,8% rispetto alle 205 registrate nello stesso periodo del 2025. Un dato che indica un miglioramento sul fronte più grave, ma che si accompagna a un aumento complessivo degli incidenti denunciati.

Secondo i dati provvisori diffusi dall’Inail, gli infortuni totali hanno raggiunto quota 123.203, in crescita del 5,3% su base annua. Di questi, 136 decessi sono avvenuti “in occasione di lavoro”, mentre 53 si sono verificati “in itinere”, cioè durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro.

Nel dettaglio, gli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa segnano un incremento del 4,4%, mentre i casi mortali nello stesso ambito registrano una diminuzione del 6,8%. Più marcata la dinamica per gli infortuni in itinere: le denunce salgono del 9,6%, ma i decessi calano del 10,2%.

Per il sistema produttivo, questi numeri rappresentano un campanello d’allarme. Se da un lato la riduzione delle morti indica un possibile effetto positivo delle politiche di prevenzione, dall’altro l’aumento degli incidenti suggerisce che i rischi operativi restano elevati, soprattutto in alcuni comparti e territori.

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda le malattie professionali: le denunce hanno raggiunto le 28.487 unità, con un aumento significativo del 16,7%. Un dato che riflette sia una maggiore emersione dei casi sia l’impatto di condizioni di lavoro ancora critiche in diversi settori industriali.

Focus su studenti e formazione lavoro

L’analisi dell’Inail si estende anche agli studenti, dopo l’ampliamento della tutela assicurativa. Nel primo trimestre le denunce di infortunio in ambito scolastico sono state 27.237, in aumento del 5,6% rispetto al 2025.

I casi mortali sono stati tre, in diminuzione rispetto ai cinque dello scorso anno. In netto calo anche gli incidenti legati ai percorsi di formazione scuola-lavoro, scesi a 280 (-54%), segnale di una possibile maggiore attenzione alla sicurezza in questi contesti.

La quasi totalità degli infortuni (97%) avviene durante le attività scolastiche, mentre solo il 3% riguarda gli spostamenti casa-scuola. Il 95% delle denunce coinvolge studenti delle scuole statali.

Distribuzione territoriale e impatti per le imprese

Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di denunce (24% del totale nazionale), seguita da Emilia-Romagna (13%), Veneto (12%) e Piemonte (10%).

Per il mondo delle imprese, i dati evidenziano una sfida ancora aperta: migliorare la sicurezza senza rallentare la produttività. L’aumento degli infortuni e delle patologie professionali comporta infatti costi diretti e indiretti rilevanti, tra assenze, premi assicurativi e impatti reputazionali.

La riduzione dei decessi rappresenta un segnale incoraggiante, ma il quadro complessivo suggerisce la necessità di rafforzare ulteriormente gli investimenti in prevenzione, formazione e innovazione tecnologica, elementi sempre più centrali per la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo italiano.

04/05/2026

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