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TURISMO, SEGNALI DI RALLENTAMENTO

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Il turismo italiano non registra un’ondata di cancellazioni, ma mostra i primi segnali di rallentamento sul fronte delle prenotazioni, in particolare dai mercati esteri. È quanto emerge dall’assemblea annuale di Federalberghi, che lancia un campanello d’allarme in vista della stagione estiva.

Prenotazioni in frenata, soprattutto dagli Usa

Le tensioni geopolitiche, dalla guerra in Ucraina fino al Medio Oriente, stanno influenzando le scelte dei viaggiatori internazionali. A risentirne maggiormente è il mercato nordamericano, strategico per il turismo italiano per la sua elevata capacità di spesa.

“Non registriamo cancellazioni massicce, ma un rallentamento evidente delle prenotazioni, soprattutto dagli Stati Uniti”, ha spiegato il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. Un segnale che riflette una crescente percezione di instabilità globale.

Il fattore energia e i rischi per l’alta stagione

Accanto alla domanda, anche il lato dei costi preoccupa le imprese del settore. Il caro energia resta una delle principali criticità e potrebbe incidere sulla redditività durante l’alta stagione.

Federalberghi chiede un intervento del governo per contenere l’impatto di quello che viene definito uno “shock esogeno”, potenzialmente destinato a produrre effetti nel medio-lungo periodo.

Il governo: “Serve resilienza”

All’assemblea è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha riconosciuto la complessità del contesto internazionale, sottolineando come l’instabilità sia ormai una costante.

La premier ha ribadito l’impegno dell’esecutivo nel lavorare per stabilizzare il quadro, citando anche le tensioni nello Stretto di Hormuz come esempio di un contesto in continua evoluzione.

Un settore già sotto pressione

Il comparto turistico arriva a questa fase dopo aver già affrontato la contrazione dei flussi dalla Russia negli ultimi anni. Ora si trova a gestire nuove criticità legate agli equilibri geopolitici globali, che incidono soprattutto sulla domanda a lungo raggio.

Abusivismo e concorrenza

Tra le sfide strutturali resta il tema della concorrenza irregolare. Federalberghi denuncia il fenomeno delle strutture abusive, che operano senza autorizzazioni e, secondo l’associazione, sottraggono valore al sistema turistico.

“Il turismo è una risorsa straordinaria, ma va protetto”, ha sottolineato Bocca, evidenziando il rischio di un impoverimento del tessuto urbano e imprenditoriale.

I numeri del sistema alberghiero

Nonostante le difficoltà, l’Italia resta leader in Europa per capacità ricettiva alberghiera, con oltre 32mila strutture, 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto.

Il settore ha vissuto negli anni una trasformazione significativa: oggi dominano gli hotel a 3 stelle e le residenze turistico-alberghiere (oltre il 55% dell’offerta), mentre cresce il segmento di fascia alta, con hotel a 4 e 5 stelle che rappresentano il 22,5%.

Anche le dimensioni medie delle strutture sono aumentate, segno di un processo di consolidamento e qualificazione dell’offerta.

Prospettive

Per le imprese del turismo, la stagione estiva 2026 si presenta dunque come un banco di prova. Tra incertezze geopolitiche, costi energetici e dinamiche della domanda internazionale, il settore è chiamato a dimostrare ancora una volta capacità di adattamento e resilienza.

La variabile chiave resta la fiducia dei viaggiatori, soprattutto stranieri, in un contesto globale sempre più instabile.

20/04/2026

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