Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

SMART WORKING: BOCCIATO DA BRUNETTA

Immagine dell'articolo

 Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo alla Camera, senza troppi giri di parole ha bocciato il lavoro in smart working dei pubblici uffici.

Dopo aver annunciato il rientro alle attività in presenza dopo le ferie estive, ha dichiarato: “C'è una bellissima definizione su Wikipedia, edizione inglese, che dice che lo smart working è un lavoro self-service all’italiana da casa.

Il lavoro da casa non ha garantito i servizi pubblici essenziali,  come al contrario hanno fatto medici, infermieri, scuola e sicurezza in genere. Pensare di proiettare nel futuro questo tipo di organizzazione nata nell’emergenza mi sembra un abbaglio”.

Il ministro Brunetta, ha sottolineato che la modalità con cui è stato realizzato il lavoro agile da remoto, senza un piano organizzativo, senza regole contrattuali, è impensabile per il futuro. Lo smart working è attuabile solo se verrà “adottato in maniera strutturale e non emergenziale, come avvenuto in periodo Covid”.

09/09/2021

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

13 MAR 2026

ENERGIA E GEOPOLITICA FRENANO L’ECONOMIA GLOBALE

L’allarme di Istat per il 2026

13 MAR 2026

EU INC., ARRIVA LA SOCIETÀ EUROPEA “IN 48 ORE”

Meno burocrazia e nuove opportunità per startup e scale-up

06 MAR 2026

VANESSA MINI: «LA MUSICA NASCE DAL TEMPO E DALLA NATURA»

Si racconta ai microfoni della trasmissione Disco King

05 MAR 2026

IL RITORNO DELLA VOCE NARRATIVA DI GIULIANA BALZANO

I morti stanno bene, sei anni dopo

05 MAR 2026

HORMUZ CHIUSO, SCATTA L’ALLARME ENERGIA

A rischio un quinto del petrolio mondiale

05 MAR 2026

CARBURANTI IN FORTE RIALZO: BENZINA OLTRE 1,7 EURO AL LITRO, DIESEL SOPRA 1,8

Pressione sui costi delle imprese