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RATING ITALIA: FITCH ALZA L'OUTLOOK A POSITIVO

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L'Italia ha superato con successo il doppio esame delle agenzie di rating Fitch e S&P, con valutazioni che confermano la stabilità e le prospettive economiche del Paese, ma anche l'importanza di gestire l’elevato livello di debito pubblico.

Fitch promuove l'Italia: outlook positivo

Fitch ha deciso di confermare il rating dell’Italia a BBB, ma con un segnale positivo: ha infatti rivisto l'outlook da "stabile" a "positivo". L'agenzia ha elogiato il piano fiscale presentato dal governo, definendolo "credibile", e ha sottolineato l'importanza della "stabilità politica" del Paese nel supportare questa decisione. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha commentato positivamente il giudizio, affermando che riflette l’azione responsabile dell’esecutivo.

Secondo Fitch, la credibilità di bilancio dell’Italia è aumentata, rafforzata dall’impegno del governo verso il rispetto delle regole fiscali dell'Unione Europea. A contribuire alla maggiore fiducia dei mercati è anche il calo dello spread tra i BTP italiani e i Bund tedeschi, che ha toccato i minimi degli ultimi tre anni, scendendo sotto i 118 punti base. Tuttavia, gli analisti sottolineano come questo miglioramento sia stato favorito anche dalle politiche monetarie della Banca Centrale Europea, che con il taglio dei tassi ha sostenuto il mercato obbligazionario italiano.

S&P: crescita del PIL e rischi legati al debito

Parallelamente, anche S&P ha confermato il rating dell’Italia a BBB, mantenendo però l'outlook "stabile". L'agenzia ha sottolineato che le prospettive di crescita dell'economia italiana sono promettenti: il PIL è atteso crescere dell'1% nel biennio 2024-2025, in netto miglioramento rispetto allo 0,2% medio registrato nel decennio precedente alla pandemia.

Nonostante le buone previsioni economiche, S&P ha evidenziato la principale sfida per l'Italia: l'alto debito pubblico, previsto raggiungere il 135% del PIL nel 2024 e il 138% nel 2027. Questo livello di debito limita la capacità del governo di effettuare investimenti a sostegno della crescita, soprattutto in un contesto di aggiustamenti fiscali legati a misure come il Superbonus. Tuttavia, S&P ha riconosciuto un miglioramento nella traiettoria fiscale, prevedendo che l’Italia raggiunga un saldo primario positivo nel 2024 e che il deficit scenda al di sotto del 3% entro il 2027.

L’agenzia ha inoltre citato alcune sfide strutturali di lungo periodo per l'economia italiana, come l'invecchiamento della popolazione, che rappresenta un ulteriore ostacolo alla sostenibilità della crescita.

Mercati cauti e attesa per Moody’s

Nonostante i segnali positivi, le Borse europee hanno reagito con cautela. A Milano, Piazza Affari ha registrato un rialzo dello 0,47%, con aumenti simili anche a Parigi e Francoforte, mentre Londra ha chiuso in negativo. Nel frattempo, il prezzo dell’oro ha continuato la sua corsa, superando quota 2.700 dollari a causa delle tensioni geopolitiche internazionali.

Dopo Fitch e S&P, il prossimo appuntamento per l’Italia sarà il giudizio dell’agenzia DBRS il 25 ottobre, seguito dall’aggiornamento di Moody’s il 22 novembre. Quest’ultima mantiene attualmente il rating più basso sui titoli italiani (Baa3), appena sopra la soglia dei titoli considerati "spazzatura", e sarà interessante osservare se modificherà la sua valutazione in linea con gli altri istituti.

19/10/2024

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