Il caro energia sta aumentando la pressione sul sistema produttivo italiano, soprattutto sulle aziende che consumano grandi quantità di elettricità e gas. A lanciare l’allarme è Emma Marcegaglia, secondo cui l’attuale situazione rappresenta una vera emergenza per la competitività delle imprese e rischia di avere conseguenze sempre più pesanti sulla produzione.
Tra le aziende energivore, iniziano infatti a emergere casi di riduzione dell’attività e valutazioni sulla possibilità di sospendere temporaneamente la produzione. Quando il costo dell’energia raggiunge livelli troppo elevati, i margini industriali si riducono fino a rendere alcune lavorazioni economicamente poco sostenibili.
Secondo Marcegaglia, non sarebbe possibile affrontare a lungo una situazione di questo tipo senza nuove iniziative di politica industriale. L’obiettivo dovrebbe essere sostenere le imprese in questa fase di forte pressione sui costi, salvaguardando la produzione, l’occupazione e la competitività.
L’industriale riconosce la necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici, ma ritiene che l’emergenza energetica richieda comunque misure mirate e straordinarie. Il rischio, altrimenti, è che le difficoltà delle aziende si trasformino in una più ampia frenata dell’economia.
Un altro punto centrale riguarda lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Per ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei prezzi dell’energia sarebbe necessario accelerare la realizzazione di nuovi impianti e infrastrutture.
Marcegaglia ha quindi richiamato l’attenzione anche sui tempi delle autorizzazioni, sostenendo la necessità di intervenire quando gli iter regionali restano bloccati per troppo tempo.
La questione energetica, dunque, non riguarda soltanto il costo delle bollette, ma anche la capacità dell’Italia di garantire alle proprie industrie un’energia disponibile, competitiva e stabile nel tempo.
06/10/2026







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