Ad agosto occupati a 24,35 milioni. In un anno 291mila lavoratori in più, ma aumentano anche i disoccupati. Il calo dell'inattività segnala una maggiore partecipazione al mercato del lavoro
Il mercato del lavoro italiano continua ad ampliare la propria platea, anche se i dati di agosto mostrano un quadro a più velocità. Gli occupati diminuiscono leggermente rispetto a luglio, mentre su base annua registrano una crescita significativa. Parallelamente aumentano sia le persone in cerca di occupazione sia quelle che entrano nel mercato del lavoro.
Secondo i dati diffusi dall'Istat, ad agosto 2026 gli occupati sono 24 milioni e 352mila, 5mila in meno rispetto a luglio ma 291mila in più rispetto ad agosto 2025. Il tasso di occupazione si attesta al 63%, in calo di 0,1 punti percentuali sul mese.
Per le imprese, il dato più significativo arriva però dalla dinamica della popolazione inattiva. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono di 21mila unità rispetto a luglio e di 381mila nell'arco di un anno. Il tasso di inattività scende così al 32,7%, il livello più basso dall'inizio delle serie storiche comparabili nel 2004.
Più persone disponibili a lavorare
La diminuzione dell'inattività indica che una quota crescente della popolazione in età lavorativa sta partecipando al mercato del lavoro, cercando un'occupazione o lavorando.
È un'evoluzione rilevante per il sistema produttivo, soprattutto in un contesto nel quale molte imprese devono confrontarsi con la difficoltà di reperire determinate professionalità. L'ampliamento della platea di persone attive può aumentare il bacino potenziale dal quale le aziende possono attingere nuova forza lavoro.
Il dato va tuttavia letto insieme a quello sulla disoccupazione. Ad agosto le persone in cerca di lavoro aumentano di 48mila unità rispetto a luglio e di 129mila rispetto a un anno prima, arrivando complessivamente a 1 milione e 591mila.
Secondo l'Istat, l'aumento dei disoccupati è collegato proprio alla maggiore partecipazione al mercato: una parte delle persone precedentemente inattive sta entrando nella ricerca attiva di un impiego.
Per le aziende cambia il bacino dei candidati
Dal punto di vista delle imprese, la combinazione tra riduzione dell'inattività e aumento delle persone in cerca di lavoro offre un'indicazione importante: il mercato dispone di una platea potenziale di lavoratori più ampia rispetto a un anno fa.
Questo non significa, però, che il problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro sia automaticamente risolto. La disponibilità di persone in cerca di occupazione non coincide necessariamente con la disponibilità delle competenze richieste dalle aziende, né con la distribuzione territoriale delle posizioni aperte.
Per le imprese rimangono quindi centrali formazione, riqualificazione e capacità di intercettare i candidati anche al di fuori dei tradizionali bacini di reclutamento.
L'occupazione cresce nell'anno, ma agosto rallenta
Il confronto mensile evidenzia invece una lieve frenata. I 5mila occupati in meno rispetto a luglio portano il tasso di occupazione al 63%, con una riduzione di 0,1 punti percentuali.
Il dato assume però una lettura diversa se osservato sull'orizzonte annuale: in dodici mesi gli occupati sono aumentati di 291mila unità.
Il quadro che emerge è dunque quello di un mercato del lavoro che, nel complesso, continua ad avere una base occupazionale più ampia rispetto a un anno fa, mentre nel breve periodo registra movimenti più contenuti e una maggiore mobilità in entrata.
La sfida per le imprese: trasformare la partecipazione in occupazione
Il dato sull'inattività ai minimi storici rappresenta uno degli elementi più rilevanti della fotografia di agosto. Con meno persone fuori dal mercato del lavoro e più individui alla ricerca di un'occupazione, aumenta la partecipazione potenziale al sistema produttivo.
Per le aziende, la sfida sarà riuscire a trasformare questa maggiore disponibilità in assunzioni coerenti con i fabbisogni effettivi. Ciò significa anche rendere più efficaci i processi di selezione, investire sulle competenze e utilizzare formazione e percorsi di inserimento per colmare le distanze tra profili disponibili e posizioni richieste.
Il mercato del lavoro italiano arriva così a fine estate con 24,35 milioni di occupati, un tasso di disoccupazione al 6,2% e un tasso di inattività al 32,7%. Numeri che raccontano un mercato più partecipato rispetto a un anno fa, ma nel quale la capacità delle imprese di incontrare le competenze di cui hanno bisogno continuerà a essere uno dei fattori determinanti per la crescita.
01/10/2026








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