L’intelligenza artificiale è ormai entrata nelle aziende italiane, ma la preparazione dei manager sembra procedere più lentamente. Secondo la Ricerca 2026 dell’Osservatorio Purpose in Action, presentata durante la quarta edizione del Purpose Day, appena il 9% dei dirigenti si considera pronto a coordinare team nei quali persone e sistemi di IA collaborano.
Josip Kotlar, Professore Ordinario di Strategia, Innovazione e Family Business e Co-Direttore Scientifico dell’Osservatorio, sottolinea come nei prossimi anni gli algoritmi saranno sempre più presenti nei processi organizzativi. Per questo, secondo Kotlar, i vertici aziendali dovranno sviluppare nuovi modelli di gestione, mentre i lavoratori saranno chiamati a rafforzare capacità di analisi, consapevolezza e spirito critico.
Un ruolo centrale spetta alla formazione. Federico Frattini, Dean di POLIMI Graduate School of Management, individua tre aree fondamentali: la conoscenza degli strumenti di IA e la capacità di aggiornarsi costantemente, le competenze tecniche necessarie per applicare queste tecnologie ai processi aziendali e, infine, le cosiddette human skills.
Con la crescente integrazione tra persone e algoritmi, infatti, competenze come responsabilità, capacità decisionale e consapevolezza assumono un peso sempre maggiore.
La trasformazione è quindi già iniziata, ma la preparazione delle organizzazioni resta una delle principali sfide per accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.
02/10/2026








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