Prende avvio il nuovo percorso di certificazione dedicato alle imprese che adottano politiche concrete per favorire l'equilibrio tra lavoro e vita privata. La Uni/Pdr 192:2026 valuta le organizzazioni attraverso 28 indicatori che riguardano, tra gli altri aspetti, flessibilità, welfare, genitorialità, sostegno ai caregiver e continuità professionale.
Tra le misure considerate rientrano smart working, part-time, congedi parentali e di paternità, integrazioni economiche durante le assenze e programmi di welfare familiare. L'azienda deve inoltre nominare un responsabile e un gruppo interno incaricati di seguire nel tempo l'applicazione delle politiche.
Requisiti proporzionati alle dimensioni
Gli standard richiesti variano in base al numero dei dipendenti. Le imprese con fino a 49 lavoratori devono raggiungere almeno il 50% di un indicatore quantitativo; per quelle con almeno 50 dipendenti la soglia sale al 60% e deve riguardare almeno due indicatori quantitativi.
Sgravio fino a 50mila euro l'anno
Uno degli elementi più rilevanti è l'incentivo contributivo: le imprese certificate possono ottenere una riduzione dell'1% dei contributi previdenziali, fino a un massimo di 50mila euro all'anno. La certificazione ha validità triennale e prevede controlli annuali sul mantenimento dei requisiti.
Le risorse stanziate ammontano a 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni per ciascuno degli anni successivi. In caso di richieste superiori ai fondi disponibili, il beneficio potrà essere ridimensionato.
Un percorso sostenuto anche per le Pmi
Le aziende possono usufruire di un programma di accompagnamento promosso da Unioncamere e dal Dipartimento per le politiche della famiglia, con servizi di supporto finanziati attraverso contributi a fondo perduto. Il progetto punta in particolare a facilitare la partecipazione delle piccole e medie imprese e a diffondere modelli organizzativi più attenti alle esigenze familiari.
01/10/2026







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