Nel quarto trimestre del 2025 l’accesso delle imprese al credito bancario è rimasto sostanzialmente invariato. È quanto emerge dall’Indagine sul credito bancario diffusa dalla Banca d’Italia a gennaio 2026. Un quadro di stabilità che, tuttavia, registra un elemento positivo: il calo dei tassi di interesse ha contribuito ad un leggero allentamento dei termini e delle condizioni applicati ai prestiti.
Secondo Bankitalia, le banche non hanno modificato i criteri di offerta per i finanziamenti alle imprese, ma la riduzione del costo del denaro ha reso il credito marginalmente più conveniente, con effetti potenzialmente rilevanti per la pianificazione finanziaria aziendale.
Sul fronte delle famiglie, la situazione appare differenziata: criteri invariati per i mutui, mentre si registra un lieve irrigidimento per il credito al consumo, una tendenza che – secondo le previsioni – dovrebbe proseguire anche nel trimestre in corso. Al contrario, per imprese e mutui non sono attese variazioni significative nei criteri di concessione.
Dal lato della domanda, i segnali sono più dinamici. Le imprese hanno aumentato lievemente la richiesta di prestiti, spinte soprattutto da esigenze di rifinanziamento del debito, investimenti fissi e operazioni di fusione e acquisizione. Un dato che riflette sia la necessità di ristrutturare passività esistenti sia un rinnovato interesse per operazioni di crescita e consolidamento.
In aumento anche la domanda di credito delle famiglie, favorita dalla riduzione dei tassi di interesse. Per i mutui ha inciso la maggiore fiducia dei nuclei familiari, mentre il credito al consumo è stato sostenuto da una crescita della spesa per beni durevoli.
Le prospettive per il trimestre in corso indicano un ulteriore rafforzamento della domanda di finanziamenti, sia da parte delle imprese sia delle famiglie, in un contesto di condizioni monetarie più favorevoli.
Infine, un segnale positivo arriva dal lato della raccolta: le banche hanno segnalato un miglioramento complessivo nelle condizioni di accesso alle principali fonti di finanziamento, in particolare per i titoli di debito a medio-lungo termine. Un trend che, secondo Bankitalia, dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, contribuendo a sostenere la capacità del sistema bancario di finanziare l’economia reale.
03/02/2026







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