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MILLEPROROGHE, LA MAGGIORANZA RILANCIA IL CONDONO EDILIZIO 2003

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Torna al centro del dibattito il condono edilizio del 2003. La maggioranza di governo ha presentato tre emendamenti identici al decreto Milleproroghe, a firma Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che puntano a riaprire la sanatoria demandandone l’attuazione alle Regioni. Dopo il tentativo fallito in legge di bilancio, l’iniziativa riemerge con un impianto che mira a coniugare regolarizzazione e decentramento.

Cosa prevede la proposta

Gli emendamenti intervengono sull’articolo 32 del decreto del 2003, ampliando le tipologie di illeciti suscettibili di sanatoria sull’intero territorio nazionale, salvo i casi di insuscettibilità assoluta. Rientrano nella platea, tra gli altri:

  • opere realizzate in assenza o difformità del titolo edilizio, sia conformi sia non conformi alle norme urbanistiche;
  • ristrutturazioni prive di titolo;
  • interventi di restauro e risanamento conservativo senza autorizzazione;
  • opere non valutabili in termini di superficie o volume.

Per le zone sismiche, resta una condizione stringente: la sanatoria sarà possibile solo se l’intervento risulta conforme alle norme tecniche vigenti sia al momento della realizzazione sia al momento del rilascio del titolo in sanatoria.

Il ruolo delle Regioni

Elemento chiave dell’impianto è il decentramento. Le Regioni avranno 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento per adottare una legge di attuazione, definendo possibilità, condizioni e modalità di accesso alla sanatoria. In pratica, il perimetro applicativo potrebbe variare sensibilmente da territorio a territorio, incidendo su tempi, oneri e criteri.

Implicazioni per imprese e mercato

Per il sistema delle imprese—costruzioni, immobiliare, servizi tecnici e professionali—la riapertura della sanatoria può tradursi in:

  • sblocco di immobili oggi difficilmente commerciabili o finanziabili;
  • incremento della domanda di progettazione, verifiche tecniche e adeguamenti (specie in aree sismiche);
  • maggiore certezza giuridica per asset esistenti, con potenziali effetti su valorizzazioni e transazioni.

Al tempo stesso, il rinvio alle Regioni introduce un rischio di frammentazione normativa, che le imprese dovranno gestire con attenzione nella pianificazione degli investimenti e nelle operazioni cross-territoriali.

Prossimi passaggi

Gli emendamenti saranno ora esaminati nell’iter parlamentare del Milleproroghe. Se approvati, la partita si sposterà rapidamente a livello regionale, dove si definiranno regole operative e tempistiche. Per gli operatori economici, il consiglio è di monitorare da subito l’evoluzione normativa locale e prepararsi a una possibile finestra di regolarizzazione che potrebbe riattivare valore nel patrimonio edilizio esistente.

27/01/2026

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