Parte oggi il click day per colf e badanti, snodo decisivo per l’ingresso regolare di lavoratori stranieri nel comparto della cura familiare. La finestra per l’invio delle domande è dalle 9 alle 20 e riguarda esclusivamente i datori di lavoro che hanno pre-caricato le istanze entro il 7 dicembre scorso.
L’appuntamento rientra nella programmazione dei flussi che assegna al settore 13.600 quote nel 2026, 14.000 nel 2027 e 14.200 nel 2028, a cui si aggiungono 10.000 ingressi “fuori quota” ogni anno per l’assistenza a disabili o anziani. Numeri che confermano il peso crescente dell’economia della cura nel sistema produttivo nazionale.
Come inviare correttamente la domanda
Secondo il vademecum operativo diffuso da Assindacolf, il percorso è standardizzato ma richiede attenzione:
- Accesso con SPID o CIE all’area riservata del portale (attivo già prima delle 9).
- Sezione Sportello Unico Immigrazione ? “Compila Domande Decreto Flussi 2026/Click-day 2026”.
- Nel Riepilogo domande sono visibili le istanze nello stato “da inviare”.
- Attendere le 9:00 per procedere all’invio (il sistema disconnette dopo 30 minuti di inattività: è sufficiente aggiornare la pagina).
- In caso di errore, ripetere l’operazione cliccando nuovamente su “invia domande”.
Le domande restano inviabili fino alle 20 di oggi dalla sezione dedicata; successivamente saranno consultabili (e inviabili, se non completate) dalla sezione “Ricerca domande”. Entro 48 ore saranno disponibili codici identificativi e ricevute. Le istanze “in quota” potranno essere completate fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento delle quote.
Attenzione alle regole tecniche: evitare l’aggiornamento dal browser (rischio errore) e non accedere con la stessa utenza SPID/CIE da più postazioni, pratica inibita dal sistema.
Un settore strategico che chiede stabilità
Per Nuova Collaborazione, il click day è necessario ma non sufficiente. “È un passaggio importante per rispondere al fabbisogno delle famiglie, ma la vera sfida è favorire il lavoro regolare e la continuità nel tempo”, sottolinea l’associazione.
La regolarizzazione, spiegano, non è solo burocrazia: tutela i lavoratori, garantisce sicurezza alle famiglie e rafforza un comparto dal valore sociale ed economico crescente. Senza semplificazioni e sostegni ai datori di lavoro domestico, il rischio è indebolire l’equilibrio del settore.
Il messaggio per il mondo delle imprese della cura è chiaro: servono politiche strutturali e durature che accompagnino la domanda verso la legalità, assicurando stabilità a un pilastro sempre più centrale dell’economia italiana.
18/02/2026








Inserisci un commento