Sette imprese su dieci riconoscono all’IA la capacità di ridurre tempi e risorse. Secondo una ricerca Ipsos per Meta, cresce l’interesse per gli strumenti intelligenti applicati al marketing, alla gestione dei clienti e allo sviluppo di nuovi prodotti.
L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per le piccole e medie imprese italiane, ma la sua diffusione è ancora limitata. Soltanto una Pmi su quattro dichiara di utilizzare queste tecnologie nelle attività quotidiane, nonostante sette imprese su dieci ritengano che possano contribuire a risparmiare tempo e risorse. È quanto emerge da una ricerca condotta da Ipsos per Meta su un campione di 500 realtà imprenditoriali, presentata a Roma in occasione dell’AI Forum organizzato dalla società tecnologica.
I dati evidenziano un divario tra la consapevolezza dei vantaggi dell’intelligenza artificiale e la sua concreta applicazione nei processi aziendali. Una distanza che riguarda soprattutto le microimprese, tra le quali quasi una su tre non ha mai utilizzato strumenti di IA. Un ritardo che potrebbe incidere sulla competitività del tessuto produttivo italiano, chiamato a confrontarsi con mercati sempre più digitalizzati.
L’IA come leva per la produttività
Tra le tecnologie emergenti, particolare attenzione è rivolta all’intelligenza artificiale agentica, capace di svolgere attività articolate per conto delle persone, supportando l’organizzazione del lavoro e l’esecuzione di operazioni ripetitive. Secondo la ricerca, il 42% delle imprese che già la utilizzano ha dichiarato di aver risparmiato tempo nelle attività di routine.
Per le aziende, il beneficio potenziale riguarda soprattutto la possibilità di alleggerire il carico delle operazioni quotidiane, migliorare l'efficienza organizzativa e destinare maggiori risorse alle attività strategiche. L'introduzione di questi strumenti può inoltre favorire una gestione più rapida delle informazioni e una maggiore capacità di rispondere alle esigenze dei clienti.
«Il futuro deve essere per tutti, comprese le piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale dell'economia italiana», ha affermato Angelo Mazzetti, Public Policy Director per l'Italia di Meta, sottolineando la necessità di mettere a disposizione delle aziende strumenti avanzati per favorirne la crescita.
Marketing e nuovi clienti: le priorità per il prossimo anno
Le prospettive di adozione confermano un interesse crescente da parte delle imprese. Tre Pmi su cinque prevedono di aumentare, nel prossimo anno, l'impiego dell'intelligenza artificiale nel marketing e nella creazione di contenuti. Il 48% intende utilizzarla maggiormente per sviluppare prodotti o servizi, mentre il 47% punta a rafforzare la comunicazione con i clienti e il 45% a favorire l'acquisizione di nuova clientela.
Si tratta di ambiti nei quali l'IA può offrire un supporto concreto, dalla produzione di materiali promozionali all'analisi delle esigenze del mercato, fino all'automazione di alcune interazioni con i consumatori.
«Supportare le Pmi italiane richiederà un sostegno concreto e specifico per ciascun settore», ha osservato Chiara Ferrari, Service Line Leader di Ipsos Public Affairs. Un'indicazione che richiama l'importanza di soluzioni adeguate alle dimensioni, alle competenze e alle necessità operative delle diverse realtà produttive.
Formazione e incentivi per superare il divario
Per trasformare l'interesse in un'adozione effettiva, tuttavia, occorre affrontare alcuni ostacoli. Quasi due terzi delle imprese coinvolte nella ricerca ritengono che le aziende che non adotteranno l'intelligenza artificiale rischino di rimanere indietro rispetto alla concorrenza. Allo stesso tempo, il 45% considera utile una formazione specifica per imparare a utilizzare maggiormente queste tecnologie, mentre il 73% ritiene necessari maggiori incentivi.
Il tema non riguarda soltanto la disponibilità degli strumenti, ma anche la capacità delle imprese di integrarli nei propri processi in modo consapevole. Competenze digitali, investimenti e accompagnamento all'innovazione diventano quindi elementi centrali per evitare che i benefici dell'IA siano accessibili soltanto alle aziende più strutturate.
Nel corso dell'AI Forum, la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha ricordato in un videomessaggio che «il progresso va misurato dalle possibilità e dalle porte che apre», affinché ogni conquista dell'intelligenza artificiale si traduca in un avanzamento dell'intelligenza umana.
Innovazione e inclusione: nuove applicazioni per le imprese
L'incontro ha affrontato anche le potenzialità degli occhiali intelligenti, sviluppati da Meta in collaborazione con EssilorLuxottica, e il loro possibile contributo all'accessibilità e all'inclusione digitale.
Tra gli esempi presentati figura il progetto Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo, avviato il 13 ottobre alla Pinacoteca di Brera, che punta a rendere l'esperienza artistica più accessibile alle persone cieche e ipovedenti. Sono state inoltre illustrate possibili applicazioni delle tecnologie indossabili per favorire l'inclusione tra generazioni e migliorare servizi di supporto alla sicurezza personale.
Per le imprese, queste esperienze dimostrano come l'innovazione possa estendersi oltre l'automazione delle attività amministrative e commerciali, aprendo nuovi spazi per prodotti e servizi rivolti a bisogni specifici.
La sfida, dunque, è passare dalla sperimentazione all'impiego quotidiano. Per le Pmi italiane, l'intelligenza artificiale può diventare uno strumento importante di produttività e sviluppo, a condizione che la sua diffusione sia accompagnata da formazione, investimenti e strategie capaci di trasformare le potenzialità tecnologiche in risultati concreti.
29/10/2026







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