I ministri Ue dell’Energia, riuniti a Bruxelles per un vertice straordinario sulle misure urgenti per il contenimento dei costi del gas, non hanno raggiunto l’accordo sulla proposta del ‘price cup’.
I 27 membri dell’Ue, condividono la necessità di introdurre sostegni alle imprese, messe in ginocchio dalla crisi energetica ma, nonostante la maggioranza si sia espressa a favore del tetto massimo al prezzo del gas, la decisione definitiva è stata rimandata a metà settembre.
I Paesi favorevoli al provvedimento, di cui si discute da diversi giorni, sono stati 15, compreso Italia, Francia e Spagna, i quali “hanno votato a favore di un price cap generalizzato; 5 i paesi contrari o neutrali; 3 lo vorrebbero subordinato a verifiche di sostenibilità; 3 favorevoli se applicato esclusivamente al gas russo”, in quanto responsabile dell’aumento vertiginoso dei prezzi.
Durante la riunione al Parlamento europeo, i ministri hanno proposto altri interventi per mettere un freno ai drammatici aumenti di energia e gas. Al vaglio vi è la possibilità di slegare il prezzo del gas da quello dell’energia elettrica, con il fine di riformare il mercato energetico e ridurre le bollette
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