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IL REDDITOMETRO RITORNA

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Il recente annuncio della reintroduzione del redditometro, firmato dal viceministro Maurizio Leo, ha scatenato un vero e proprio terremoto politico all'interno della maggioranza di governo. La norma, attesa da sei anni e preventivamente condivisa con associazioni dei consumatori, Istat e il garante per la privacy, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ma ha colto di sorpresa numerosi parlamentari e persino alcuni membri del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Forza Italia è stata la prima a manifestare una netta contrarietà, seguita dalla Lega che, tramite il capogruppo Massimiliano Romeo, ha criticato la misura definendola "strana" e "invasiva". Secondo Romeo, controllare la spesa degli italiani in modalità "Grande Fratello" non è il metodo giusto per combattere l'evasione fiscale. Nemmeno le rassicurazioni di Leo sono riuscite a placare i dubbi degli alleati, e il silenzio prolungato di Fratelli d'Italia non ha fatto altro che alimentare le speculazioni.

Il tempismo della reintroduzione del redditometro ha suscitato ulteriori polemiche, soprattutto perché avviene in un periodo elettorale delicato. La mossa, pur giustificata dalla necessità di attuare un decreto ministeriale previsto da una norma del 2018, ha avuto l'effetto di un "meteorite" sulla campagna elettorale, secondo un parlamentare di maggioranza. Nonostante la misura sia stata sollecitata dalla Corte dei Conti negli ultimi mesi, la sua improvvisa attuazione ha sorpreso molti all'interno del governo.

Il Partito Democratico non ha perso l'occasione per accusare la maggioranza di utilizzare le istituzioni per propaganda elettorale, mentre Matteo Renzi ha criticato il governo per aver seguito linee guida "stataliste". Dall'altro lato, Fratelli d'Italia ha cercato di difendere la misura attraverso dichiarazioni come quella del presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, che ha sottolineato che il nuovo redditometro non intacca la riforma fiscale del governo Meloni.

Gli stretti collaboratori di Leo ammettono che ci sia stato un problema di comunicazione riguardo a una questione complessa come quella del redditometro. La premier Giorgia Meloni, preoccupata per il possibile effetto boomerang elettorale, ha già iniziato a valutare contromosse da attuare prima del Consiglio dei ministri previsto tra pochi giorni. Nel frattempo, il viceministro Leo, descritto come uno dei tecnici più preparati, continua a difendere il proprio operato nonostante le critiche interne ed esterne.

In conclusione, il ritorno del redditometro ha messo in evidenza le fragilità e le tensioni all'interno della maggioranza di governo, con ripercussioni che potrebbero influenzare significativamente l'esito delle imminenti elezioni. La gestione della comunicazione e le future decisioni strategiche saranno cruciali per l'equilibrio politico e per l'efficacia della lotta all'evasione fiscale in Italia.

21/05/2024

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