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EURO DIGITALE, VIA LIBERA DEL PARLAMENTO UE

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L’Unione europea accelera verso l’euro digitale. Con il via libera del Parlamento europeo, il progetto della Banca centrale europea entra nella sua fase conclusiva e punta a trasformare radicalmente il sistema dei pagamenti nell’area euro, riducendo la dipendenza dai circuiti internazionali dominati da operatori statunitensi come Visa, Mastercard e PayPal.

L’euro digitale sarà una moneta pubblica emessa dalla BCE e affiancherà il contante, consentendo pagamenti digitali garantiti direttamente dall’istituto centrale europeo. Secondo la presidente della BCE Christine Lagarde, il progetto rappresenta un “traguardo importante” e non sostituirà il denaro fisico: “Finché i cittadini vorranno usare il contante potranno farlo”, ha chiarito.

Un sistema per ridurre la dipendenza dai circuiti extra-Ue

Uno degli obiettivi principali della nuova moneta digitale è ridurre la dipendenza europea da infrastrutture di pagamento esterne. Oggi, infatti, gran parte delle transazioni digitali in euro viene gestita da circuiti privati spesso non europei, con dati e commissioni stabiliti fuori dall’Unione.

Secondo la BCE, circa 13 Paesi dell’area euro su 20 dipendono fortemente da schemi internazionali per i pagamenti con carta. L’euro digitale punta quindi a creare un sistema pubblico, accessibile e gratuito per i cittadini che apriranno un conto digitale, rafforzando quella che viene definita “sovranità monetaria europea”.

Come funzionerà l’euro digitale

La nuova moneta sarà disponibile sia online sia offline e potrà essere utilizzata per i pagamenti quotidiani, affiancando contanti e strumenti digitali già esistenti. I servizi di base – come apertura del conto, gestione dei fondi e strumenti di pagamento essenziali – saranno gratuiti per i cittadini.

I fornitori di servizi di pagamento potranno applicare commissioni solo per servizi aggiuntivi, mentre i pagamenti offline saranno completamente esenti da costi. Per gli esercenti e le operazioni interbancarie è previsto un tetto massimo alle commissioni.

Sul fronte della sicurezza finanziaria, è in discussione un possibile limite di possesso: nelle valutazioni della BCE è circolata l’ipotesi di una soglia intorno ai 3.000 euro, pensata per garantire stabilità al sistema.

Tempistiche: test nel 2027, piena operatività nel 2029

Il calendario del progetto è già delineato. La sperimentazione dell’euro digitale partirà nel 2027 e durerà circa due anni. L’obiettivo è arrivare al lancio definitivo nel 2029, una volta conclusi i negoziati istituzionali e completati i test tecnici.

Christine Lagarde ha auspicato che il percorso legislativo possa chiudersi entro il 2026, così da rispettare la tabella di marcia verso l’implementazione.

Il dibattito politico: sovranità digitale e rischi globali

Il voto del Parlamento europeo ha raccolto posizioni trasversali. Pasquale Tridico (M5S) ha definito il progetto una risposta alla dipendenza dai circuiti americani, parlando di “Davide contro Golia” e sottolineando il carattere inclusivo dello strumento, pensato anche per chi oggi ha minore accesso ai servizi finanziari digitali.

Sulla necessità di una sovranità europea nei pagamenti si è espresso anche Nicola Zingaretti (Pd), mentre Marco Falcone (Forza Italia) ha evidenziato come l’euro digitale possa rafforzare l’indipendenza economica del continente e semplificare le transazioni per cittadini e imprese.

Secondo Giovanni Crosetto (Fratelli d’Italia), il progetto rappresenta anche una risposta al rischio di diffusione delle stablecoin, che potrebbero incidere sugli equilibri valutari europei e favorire fenomeni di “dollarizzazione” dell’economia.

Impatti per imprese e sistema dei pagamenti

Per il mondo delle imprese, l’introduzione dell’euro digitale potrebbe significare un cambiamento strutturale nei sistemi di incasso e pagamento. La riduzione delle commissioni, la maggiore interoperabilità europea e l’accesso a un circuito pubblico unico potrebbero incidere in particolare sui costi delle transazioni digitali e sulla dipendenza da intermediari extra-Ue.

Se il progetto rispetterà le scadenze previste, il 2029 potrebbe segnare l’avvio di una nuova infrastruttura monetaria digitale europea, destinata a coesistere con il contante ma a ridefinire l’ecosistema dei pagamenti nell’area euro.

23/06/2026

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