Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

LAVORO POVERO, IL NODO RESTA

Immagine dell'articolo

Il lavoro non sempre basta a garantire un tenore di vita adeguato. È questo il dato che emerge con chiarezza dalle ultime rilevazioni dell’Istat: nel 2025 resta stabile la quota di lavoratori a rischio di povertà, pari al 10,2% tra gli occupati tra i 18 e i 64 anni.

Un valore sostanzialmente invariato rispetto al 10,3% del 2024, che conferma come il fenomeno del cosiddetto “lavoro povero” sia ormai strutturale nel mercato del lavoro italiano.

Un problema stabile, ma non risolto

La stabilità del dato non deve trarre in inganno. Se da un lato non si registra un peggioramento, dall’altro manca anche un miglioramento significativo.

Per le imprese, questo scenario rappresenta una sfida rilevante: garantire occupazione non è più sufficiente, diventa sempre più centrale il tema della qualità del lavoro e della capacità retributiva.

Il divario di genere

Uno degli elementi più interessanti riguarda la differenza tra uomini e donne. Secondo l’Istat, il rischio di povertà lavorativa è più alto tra gli uomini (11,7%) rispetto alle donne (8,2%).

Un dato che può apparire controintuitivo, considerando che le donne sono più frequentemente impiegate in lavori a basso reddito.

La spiegazione risiede nella struttura dei nuclei familiari: spesso le donne rappresentano il secondo percettore di reddito, contribuendo a bilanciare la situazione economica complessiva della famiglia.

Implicazioni per le imprese

Il dato pone interrogativi importanti per il sistema produttivo. La presenza di una quota significativa di lavoratori poveri può incidere su diversi fattori: produttività, motivazione, turnover e capacità di attrarre talenti.

In un contesto competitivo, le aziende sono chiamate a riflettere su politiche retributive, welfare aziendale e percorsi di crescita professionale.

Tra salari e costo della vita

Alla base del fenomeno si intrecciano diversi elementi: livelli salariali contenuti, diffusione di contratti precari o part-time involontari e aumento del costo della vita.

Per molte imprese, soprattutto PMI, intervenire sui salari resta complesso, anche alla luce delle pressioni sui margini e dell’instabilità economica.

Una sfida sistemica

Il tema del lavoro povero non riguarda solo il mercato del lavoro, ma l’intero sistema economico. Richiede un equilibrio tra sostenibilità delle imprese e tutela del potere d’acquisto dei lavoratori.

Per il mondo imprenditoriale, la sfida è chiara: creare valore non solo in termini di fatturato, ma anche di qualità del lavoro.

Un passaggio sempre più decisivo per la competitività nel lungo periodo.

02/04/2026

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

13 MAG 2026

FIRENZE, TORNA “COOPERAZIONE IN FESTA”

70 eventi per raccontare il modello cooperativo

13 MAG 2026

INTESA SANPAOLO SPINGE SULLA SOSTENIBILITÀ

112 miliardi per ambiente e sociale nel piano al 2029

13 MAG 2026

ENERGIA, LA UE AVVERTE LE IMPRESE "CRISI FOSSILE"

Accelerare su efficienza e rinnovabili

05 MAG 2026

PETROLIO, L’OPEC+ ALZA LA PRODUZIONE MA IL MERCATO RESTA SOTTO PRESSIONE

Un aumento più politico che reale

05 MAG 2026

LA BAGGER WORLD CUP ACCOGLIE ANDREA IANNONE PER IL DEBUTTO AL MUGELLO

Con vittorie in MotoGP™ e WorldSBK, Iannone amplia la line-up di Niti Racing e porta la griglia a dieci piloti

04 MAG 2026

INFORTUNI SUL LAVORO, CALANO I MORTI MA CRESCONO LE DENUNCE

I dati INAIL nel primo trimestre