La minaccia informatica cresce e per le imprese italiane la cybersecurity è ormai una componente essenziale della strategia aziendale. Nel 2025 l’Italia ha registrato un aumento significativo delle attività ostili e si conferma tra i Paesi maggiormente esposti agli attacchi cyber.
Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), nel corso dell’anno sono stati trattati 2.729 eventi ostili, con una media mensile passata da 165 a 227 episodi, pari a un incremento del 38%.
Un dato che evidenzia la crescita della pressione sulle infrastrutture digitali, ma che deve essere letto insieme a un altro indicatore: gli incidenti che hanno prodotto impatti confermati sono aumentati in misura molto più contenuta, del 7%, arrivando a 615 casi.
Imprese sempre più consapevoli
È quanto emerge dal report Cybersecurity, Frodi e Data Privacy, realizzato da Deloitte in qualità di Knowledge Partner della prima edizione di WeSec – Il Salone della sicurezza, promosso da Abi e in programma a Milano il 22 e 23 settembre 2026.
La ricerca fotografa una situazione nella quale alla crescita delle minacce corrisponde una maggiore attenzione da parte del mondo produttivo e della Pubblica Amministrazione alla resilienza digitale.
Oltre un terzo delle grandi imprese, il 34%, dichiara di aver subito attacchi informatici. La risposta passa anche dagli investimenti: più del 70% delle grandi aziende prevede infatti ulteriori aumenti dei budget destinati alla cybersecurity.
Italia, 9,6% degli incidenti globali
Il quadro internazionale conferma la vulnerabilità del sistema italiano. Nel 2025 nel nostro Paese si è concentrato il 9,6% degli incidenti cyber registrati a livello globale, una quota che colloca l’Italia tra le realtà maggiormente esposte.
La crescente digitalizzazione di servizi, sistemi di pagamento e infrastrutture critiche rende la sicurezza informatica sempre più importante non soltanto per la protezione dei dati, ma anche per garantire la continuità operativa delle aziende e la stabilità del sistema economico e finanziario.
Non a caso, la spesa italiana in cybersecurity ha superato nel 2025 i 2,7 miliardi di euro.
Sicurezza e intelligenza artificiale
Per le imprese, inoltre, la cybersecurity non riguarda più soltanto la difesa dagli attacchi. La sicurezza diventa un elemento decisivo anche nell'introduzione di nuove tecnologie, a partire dall'Intelligenza Artificiale.
Nel settore bancario, in particolare, la protezione dei sistemi digitali viene considerata un fattore abilitante per l'innovazione e per l'adozione sicura dell'AI, oltre a rappresentare una componente fondamentale delle strategie di gestione del rischio e del rispetto delle normative europee.
La sfida per le aziende italiane è quindi duplice: difendersi da minacce sempre più numerose e, allo stesso tempo, costruire un ecosistema digitale abbastanza sicuro da permettere di innovare.
La cybersecurity si trasforma così da semplice voce di spesa tecnologica a investimento strategico per la competitività, la fiducia di clienti e cittadini e la continuità del business.
01/09/2026






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