La sostenibilità del packaging si conferma un fattore sempre più rilevante nelle strategie delle imprese del settore alimentare. Secondo un’indagine condotta da Ipsos Doxa per Comieco e presentata a Parma, il 77% degli italiani dichiara che l’imballaggio sostenibile incide sulle proprie scelte di acquisto, sia nella spesa tradizionale sia nel consumo di cibi pronti e delivery.
Un dato che rafforza il ruolo del packaging non solo come elemento funzionale, ma come vero e proprio driver competitivo per le aziende della filiera food.
Prezzo e qualità restano centrali, ma cresce il peso della sostenibilità
Nonostante la crescente attenzione ai temi ambientali, qualità e prezzo continuano a guidare le decisioni di acquisto per 9 italiani su 10. Tuttavia, la sostenibilità si posiziona subito dopo tra i fattori chiave, seguita dalla praticità dell’imballaggio (75%) – come richiudibilità e porzionatura – e dalla tipologia dei materiali utilizzati (72%).
Per le imprese, questo significa dover integrare sempre più criteri ambientali e di usabilità nella progettazione dei prodotti, senza perdere competitività sul fronte economico.
Carta e cartone protagonisti della transizione
Tra i materiali più apprezzati emergono carta e cartone, già ampiamente diffusi nel settore alimentare, dalla grande distribuzione al take away. I consumatori li scelgono soprattutto per la loro riciclabilità (48%), sostenibilità percepita (37%) e leggerezza (29%).
Un orientamento che apre opportunità concrete per le aziende che investono in soluzioni di packaging a basso impatto ambientale, in linea con i principi dell’economia circolare.
Comunicazione semplice e trasparente
Dal lato del marketing, l’indagine evidenzia una preferenza netta per messaggi chiari e immediati. Il claim più efficace risulta essere “100% riciclabile”, mentre certificazioni tecniche o diciture come “carbon neutral” faticano a convincere pienamente i consumatori.
Per le imprese, emerge quindi la necessità di semplificare la comunicazione ambientale, puntando su trasparenza e comprensibilità.
Differenziata: buone intenzioni, ma restano criticità operative
Il comportamento dei consumatori mostra luci e ombre. Se il 96% degli italiani dichiara di leggere le istruzioni di smaltimento sugli imballaggi e il 74% si attribuisce un voto alto nella raccolta differenziata, nella pratica persistono difficoltà.
L’88% ammette di ricorrere almeno occasionalmente all’indifferenziato in caso di dubbi – percentuale che sale al 94% tra i giovani. Le principali criticità riguardano gli imballaggi sporchi di cibo (24%) e quelli composti da più materiali (22%).
Questi dati evidenziano un gap informativo e operativo che rappresenta una sfida ma anche un’opportunità per le imprese: progettare packaging più intuitivi e facilmente riciclabili può tradursi in un vantaggio competitivo concreto.
Una leva per innovazione e posizionamento
In un contesto in cui i consumatori sono sempre più sensibili ai temi ambientali ma ancora incerti nelle pratiche quotidiane, il packaging sostenibile si configura come una leva strategica per innovazione, branding e fidelizzazione.
Per le aziende del food, investire in soluzioni sostenibili, semplici da utilizzare e chiaramente comunicabili non è più solo una scelta etica, ma una necessità di mercato.
13/04/2026








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