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ITALIA: INFLAZIONE IN PICCHIATA, CONSUMI IN RIALZO

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L'Italia si distingue tra i Paesi del G7 per la notevole flessione dell'inflazione, che ha raggiunto il livello più basso in ottobre, toccando l'1,7%, rispetto al 5,3% registrato a settembre. Una dinamica contrastante con la tendenza dell'area Ocse, che ha visto una leggera riduzione dell'inflazione al 5,6% rispetto al mese precedente. Questo dato segna un'inversione di rotta, collocando l'Italia al di sotto della media internazionale.

Secondo i dati dell'Istat, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) ha sottolineato che l'Italia ha il tasso di inflazione più basso tra i membri del G7, un risultato che potrebbe avere impatti significativi sul panorama economico nazionale.

L'analisi dell'Istat proietta un'immagine di contrasti e paradossi. Mentre gli investimenti sono previsti in netto rallentamento, con una crescita modesta dello 0,6% per il biennio successivo, i consumi privati sembrano emergere come il motore trainante della crescita economica italiana. Nel 2023, si prevede un aumento del 1,4%, seguito da un +1,0% nel 2024, supportati principalmente dalla decelerazione dell'inflazione, da un graduale recupero delle retribuzioni e dall'incremento dell'occupazione.

Questo scenario presenta una prospettiva positiva per la domanda interna, con il PIL italiano atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2023 sia nel 2024, seppur con un rallentamento rispetto al vigoroso aumento del 10% registrato nel 2022. Tuttavia, l'Istat sottolinea che il calo dell'inflazione gioca un ruolo chiave nel sostenere i consumi, aprendo la strada a una crescita economica trainata principalmente dal lato della domanda.

L'occupazione, misurata in termini di unità di lavoro, dovrebbe seguire l'andamento del PIL con un aumento dell'0,6% nel 2023 e dell'0,8% nel 2024. Parallelamente, si prevede una riduzione del tasso di disoccupazione al 7,5% nel 2024, rispetto al 7,6% del 2023.

La prevista riduzione dell'inflazione è attribuita alla discesa dei prezzi dei beni energetici e alle politiche monetarie restrittive attuate dalla Banca Centrale Europea (BCE). Il deflatore della spesa delle famiglie residenti dovrebbe scendere al +5,4% nel corso dell'anno corrente e al +2,5% nel 2024.

Nonostante la prospettiva di una crescita più moderata, la Manovra, comprensiva degli anticipi e dei decreti fiscali, dovrebbe esercitare un effetto positivo sul PIL, contribuendo con lo 0,2% nel 2024. Tuttavia, è interessante notare che il traino principale sembra derivare dall'espansione dei consumi privati, mentre gli investimenti privati appaiono meno dinamici, suggerendo una sfida per la diversificazione delle fonti di crescita economica nel prossimo futuro.

In conclusione, l'Italia si trova in una fase economica contraddittoria, con una riduzione dell'inflazione che alimenta i consumi privati, mentre gli investimenti mostrano segni di rallentamento. La sfida per il Paese sarà bilanciare queste dinamiche per garantire una crescita sostenibile e resilienti nel medio e lungo termine.

05/12/2023

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