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INVESTIMENTI HIGH-TECH, L’ITALIA RESTA INDIETRO: 32% IN MENO RISPETTO ALLA MEDIA EUROPEA

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L’Italia dispone di importanti risorse industriali, scientifiche e tecnologiche, ma continua a scontare un significativo ritardo nella capacità di attrarre, realizzare e far crescere gli investimenti ad alta intensità tecnologica. È quanto emerge dallo studio “Sbloccare il futuro: investimenti high-tech per la competitività italiana”, realizzato da TEHA, Amazon e AWS e presentato al Forum Ambrosetti di Villa d’Este.

Il dato più significativo riguarda il peso degli investimenti nei settori high-tech: in Italia rappresentano appena l’1,3% del Pil, contro l’1,9% della media europea. Il divario raggiunge quindi il 32%, evidenziando una distanza che rischia di incidere sulla capacità del sistema produttivo italiano di competere nei mercati internazionali.

A pesare è anche il livello di digitalizzazione delle imprese. Solo il 7,9% delle aziende italiane presenta un livello di intensità digitale molto elevato, a fronte del 10,1% registrato in Europa. Il problema appare ancora più evidente tra le piccole imprese: un’elevata o molto elevata intensità digitale riguarda soltanto il 34% delle aziende, contro l’82% delle grandi imprese.

Energia, burocrazia e competenze i tre nodi

La ricerca individua tre grandi ostacoli allo sviluppo degli investimenti tecnologici in Italia. Il primo riguarda l’energia. Nel 2024 il 74% dell’energia disponibile nel Paese proveniva dall’estero, contro il 57% della media europea. Per le imprese questo si traduce in costi che possono arrivare a essere fino al 30% superiori alla media Ue.

A complicare ulteriormente il quadro sono i tempi degli iter autorizzativi per le nuove infrastrutture, in particolare per il fotovoltaico, che secondo lo studio risultano più lunghi e meno prevedibili rispetto alla Germania.

Il secondo nodo è rappresentato dalla capacità amministrativa. L’Italia conta circa 160mila leggi e una legge su cinque approvata rimane ancora inattuata. La complessità burocratica finisce così per rallentare anche l’utilizzo delle risorse disponibili: circa 3 miliardi di euro di fondi pubblici risultano infatti bloccati proprio a causa della burocrazia attuativa.

Il terzo fattore riguarda le competenze. L’Italia presenta il 40% di laureati in meno rispetto alla media dell’Unione europea e, secondo la ricerca, tre aziende su cinque non riescono a trovare le professionalità di cui hanno bisogno.

La sfida per le imprese

Il ritardo negli investimenti tecnologici non riguarda soltanto la capacità di innovare delle singole aziende, ma coinvolge l’intero sistema economico. Più investimenti high-tech significano infatti maggiore capacità di creare occupazione qualificata, sviluppare nuove tecnologie e rafforzare la competitività delle filiere produttive.

“Quando un Paese attrae investimenti ad alta intensità tecnologica, i benefici si propagano all’intero sistema economico — in termini di occupazione, innovazione e competitività”, ha dichiarato Giorgio Busnelli, country manager Amazon Italia, sottolineando che l’Italia possiede le condizioni per diventare più attrattiva.

Per riuscirci, secondo Busnelli, servono soprattutto semplificazione normativa, certezza regolatoria e investimenti nelle competenze, elementi indispensabili per creare un ambiente favorevole alle imprese e alla crescita.

Tra le proposte contenute nello studio figurano procedure più rapide per autorizzare gli impianti da fonti rinnovabili, un percorso unico per i grandi investimenti high-tech, maggiore stabilità delle norme e un rafforzamento degli ITS, dei percorsi Stem e dei programmi di reskilling.

La sfida, dunque, è trasformare il potenziale industriale e scientifico italiano in investimenti concreti. Per le imprese significa poter contare su energia competitiva, regole più semplici e stabili e lavoratori dotati delle competenze necessarie per affrontare la trasformazione digitale e tecnologica. Sono questi, secondo lo studio, i presupposti per ridurre il divario con l’Europa e rendere l’Italia più competitiva nella nuova economia high-tech.

15/09/2026

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