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EPIFANIA, TRA CONSUMI E TURISMO

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Altro che “tutte le feste si porta via”. Per le imprese l’Epifania si conferma una ricorrenza ad alto impatto economico. Secondo le stime di Confcooperative, la spesa complessiva per la Befana raggiungerà i 2,4 miliardi di euro, in crescita di 100 milioni rispetto al 2025, sostenuta da tre voci chiave: brevi vacanze, calze e doni.

A trainare i consumi saranno due italiani su tre, seppure con forti differenze territoriali. Al Sud dominano i giocattoli, con una crescita marcata delle scelte tech e interattive (62%). Al Centro resistono le calze di dolciumi (42%), mentre al Nord l’abbigliamento conquista il 48% delle preferenze, complice l’effetto-saldi. Una mappa dei consumi che offre alle imprese indicazioni chiare per assortimenti e politiche promozionali mirate.

Bene anche il turismo dell’Epifania, favorito dal “ponte”: circa 8 milioni di italiani hanno scelto di partire, e il 90% ha optato per destinazioni nazionali. Un segnale positivo per ricettività, ristorazione e servizi locali, che beneficiano di una domanda concentrata ma significativa.

Sul fronte food, la tradizione della calza resta particolarmente sentita nel Centro e nel Mezzogiorno: qui la quota di chi la prepara sale rispettivamente al 71% e al 70%, contro il 61% del Nord (sondaggio Ipsos per Confesercenti). La spesa media stimata è di 64,05 euro, ma il quadro è condizionato dai rincari: i prodotti a base di cioccolato segnano un +9,1% su base annua (Codacons), il carbone aumenta del 3% (Onf), mentre le calze già pronte registrano un +14%, spingendo il boom delle soluzioni “fai-da-te” (+10% secondo l’Osservatorio dei supermercati Il Gigante).

«Registriamo una particolare attenzione al risparmio, declinata però sempre più nel rapporto qualità/prezzo», spiega Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione de Il Gigante. Un trend che premia formati flessibili, promozioni selettive e private label, senza rinunciare alla qualità percepita.

Interessanti anche i dati di AstraRicerche per Unione Italiana Food: il 70% degli adulti ammette di scambiarsi la calza, mentre il 95% dei genitori dichiara di assaggiare le caramelle dei figli. La Befana diventa così un momento di nostalgia condivisa (47%) e coesione familiare (35%), ampliando il target oltre l’infanzia.

La “vecchina con la scopa” resta dunque una leva commerciale trasversale. Lo scorso anno la Befana ha generato un giro d’affari di 240 milioni di euro per l’industria dolciaria, premiando in particolare i cioccolatieri; Ferrero, leader di mercato, conferma il ruolo strategico della ricorrenza per il settore.

Per le imprese, l’Epifania non chiude le feste: apre opportunità. Dalla gestione dei rincari all’innovazione di prodotto, dalla segmentazione geografica alla spinta del turismo breve, la Befana si conferma un appuntamento capace di muovere domanda, filiere e valore.

 

 

05/01/2026

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