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DAZI USA, LE CONSEGUENZE PER LE IMPRESE DEL FRIULI

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“Nel 2018 – conferma Anna Mareschi Danieli, presidente egli Industriali friulani - l’export verso gli Stati Uniti, attestatosi a 434 milioni di euro, è cresciuto del 17,8% rispetto al 2017 e del 60,8% rispetto al 2016 trascinato da macchinari e apparecchiature (113 milioni di euro, +37,8% nel biennio 2018/2016), prodotti in metallo (101 milioni di euro, +322,75%), prodotti della metallurgia (66 milioni di euro, +58,6%), mobili (62 milioni di euro, +22,1%), prodotti alimentari e bevande (21 milioni di euro). Gli Usa per le bevande, ed in particolare per i vini, rappresentano il primo mercato per le esportazioni friulane rappresentando il 22,3% del totale delle vendite nel mondo”.

L’Amministrazione Trump, dopo che già a giugno aveva imposto dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, minaccia ora di metterne altri su vari prodotti importati dall’Europa, tra i quali molti del comparto alimentare, sui vini, oltre che sulle auto.

Gli Stati Uniti, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine, rappresentano il quarto mercato di sbocco delle aziende della provincia di Udine.

Viceversa le importazioni dagli USA, già relativamente modeste, sono diminuite nel 2018 del 19,6%, passando da 25 a 20 milioni di euro, con un’ulteriore crescita dell’avanzo commerciale attestatosi a 414 milioni di euro.

15/04/2019

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