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DAZI UE-USA, PRIMO VIA LIBERA DALL’EUROPARLAMENTO

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L’Europa prova a mettere ordine nei rapporti commerciali con gli Stati Uniti, ma senza esporsi troppo. Il Parlamento europeo ha dato il primo via libera all’intesa sui dazi con Washington, fissando però condizioni stringenti per tutelare le imprese europee.

Il cuore dell’accordo è un tetto del 15% sulle tariffe, ma con una durata limitata e soprattutto con meccanismi di salvaguardia pensati per evitare sorprese, soprattutto in caso di cambi di linea politica negli Usa legati a Donald Trump.

Un accordo “a tempo” per ridurre i rischi

Il via libera dell’Europarlamento riguarda l’intesa negoziata dalla Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Dopo mesi di tensioni commerciali e stop-and-go negoziali, Bruxelles ha scelto la strada del compromesso.

Ma non si tratta di un assegno in bianco:

  • l’accordo avrà una durata di due anni
  • scadrà automaticamente il 31 marzo 2028 salvo rinnovo

Un orizzonte temporale breve, pensato per dare stabilità immediata senza vincolare troppo nel lungo periodo.

Le clausole chiave: “sunrise” e “sunset”

Per le imprese, il punto centrale è rappresentato dalle clausole introdotte dal Parlamento europeo:

  • Clausola “sunrise”: l’accordo entrerà in vigore solo se gli Stati Uniti rispetteranno tutti gli impegni, inclusa la riduzione dei dazi su acciaio e alluminio entro il 15%.
  • Clausola “sunset”: scadenza automatica dell’intesa, che impedisce effetti permanenti senza una nuova valutazione.
  • Clausola di sospensione: Bruxelles potrà revocare i benefici se Washington alzerà i dazi o adotterà misure discriminatorie verso le imprese Ue.

In sostanza, l’Europa si garantisce una via d’uscita rapida in caso di squilibri o tensioni commerciali.

Impatto per le imprese: stabilità, ma con vigilanza

Dal punto di vista del sistema produttivo, l’accordo offre un primo elemento chiave: prevedibilità.

Ridurre l’incertezza sui dazi significa:

  • pianificare meglio esportazioni e investimenti
  • contenere i costi lungo le filiere
  • rafforzare la competitività sui mercati internazionali

Non a caso il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic ha definito il voto “un passo cruciale” per garantire certezza agli operatori economici.

Un equilibrio politico (anche interno)

Il voto ha mostrato un’ampia convergenza europea, con il sostegno di popolari, socialisti e liberali. Più articolata la posizione italiana:

  • favorevoli Fratelli d'Italia e Forza Italia
  • contrari Lega e Movimento 5 Stelle
  • divisioni anche tra i Verdi a livello europeo

Segno che il tema dei dazi resta altamente sensibile, soprattutto per i settori più esposti alla concorrenza internazionale.

I prossimi passi

Il percorso non è ancora concluso. Il dossier passa ora al negoziato con i governi nazionali, che inizierà il 13 aprile. Parallelamente, la Commissione europea avrà il compito di monitorare l’attuazione dell’accordo e intervenire in caso di distorsioni.

Nel frattempo, Bruxelles continua a diversificare i partner commerciali, come dimostra il recente accordo con l’Australia: una strategia che punta a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e a rafforzare la resilienza delle imprese europee.

Una tregua, non una soluzione definitiva

Per il mondo delle imprese, l’intesa rappresenta una tregua utile ma non definitiva.

La presenza di clausole rigide e la durata limitata indicano chiaramente che l’Europa non considera chiuso il capitolo delle tensioni commerciali transatlantiche.

La parola chiave, per ora, è una sola: prudenza.

 

26/03/2026

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