Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

UDINE: CRESCE L'EXPORT

Immagine dell'articolo

Le esportazioni in provincia di Udine continuano a spingere le vendite all’estero del Friuli Venezia Giulia. La provincia friulana – secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati Istat – rafforza la propria leadership regionale nell’export, sia in termini assoluti, sia in percentuale. E, pur in un contesto congiunturale difficile, contrassegnato da un rallentamento generale del manifatturiero, si differenzia in positivo rispetto alle performance colte nel contesto nazionale e territoriale.

“L’export udinese– conferma Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria Udine – nel primo trimestre 2019, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è cresciuto del +7,6%, oltre il triplo della media italiana (+2%) e del Nord Est (+2,4%), passando da 1.397 a 1.503 milioni di euro. Il trend delle vendite all’estero in provincia di Udine, a differenza di quanto accaduto complessivamente in regione, dove si è registrata una frenata (-3,2%), imputabile principalmente alla cantieristica (senza tale comparto, infatti, si registra una crescita del +4,3%), è comunque in decelerazione: nel primo trimestre 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, l’export udinese era infatti aumentato del +10,3%”.

“La quota dell’export udinese su quella regionale – ricorda Anna Mareschi Danieli – ad oggi si attesta al 41,5%, ed è superiore a quella delle altre province (Pordenone 27,8%, Trieste 24%, Gorizia 6,7%), oltre a crescere rispetto al 2018 (quando pesava per il 37,3%). A testimonianza del fatto, appunto, che la nostra provincia rappresenta il motore delle esportazioni del Friuli Venezia Giulia”.

I segnali non positivi provenienti dall’indice della produzione industriale della provincia di Udine, che ha registrato nei primi tre mesi del 2019 un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del -0,9%, con riflessi anche sulla domanda interna e sulle attività che incorporano beni impiegati nelle lavorazioni industriali, hanno invece determinato una diminuzione delle importazioni del -6,7%, da 942 a 879 milioni di euro (metallurgia -16,6%, prodotti chimici +4,4%, macchinari +8,5%, smaltimento rifiuti e recupero di materiali -19,9%).

“Il calo dell’import – commenta la presidente di Confindustria Udine – rappresenta un ulteriore segnale di difficoltà per un tessuto produttivo, il nostro, costituito prevalentemente da processi industriali di trasformazione. Se rallentano le importazioni, dunque, significa che diminuiscono i beni lavorati dalle nostre imprese”.

Tornando all’export, l’incremento delle vendite all’estero, nonostante il calo dei prodotti della metallurgia (-2,4%, da 420 a 410 milioni di euro), dei prodotti in metallo (-2,6%, da 143 a 140 milioni di euro) e mobili (-2,2%, da 115 a 112 milioni di euro), è dipeso dai risultati positivi dei macchinari (+32,1%, da 254 a 336 milioni di euro) e dei prodotti alimentari (+17,1%, da 56 a 66 milioni di euro).

L’analisi per mercato di sbocco evidenzia che la Germania, primo paese di destinazione dell’export con una quota pari al 17% del totale (in calo rispetto al 2018, 18,1%), registra una crescita del +1,1%, da 253 a 256 milioni di euro. “Una buona notizia – rimarca Anna Mareschi Danieli -, tenendo conto della difficile congiuntura che sta attraversano l’economia tedesca”.

Seguono gli Stati Uniti (+40,7%, da 93 a 131 milioni di euro), “che per la prima volta – evidenzia la presidente – scalzano dalla seconda piazza l’Austria (-12,6%)”. Seguono Francia (-0,6%), Regno Unito (+10%) e Spagna (+6,1%). In forte aumento le esportazioni in Cina (+21%), grazie soprattutto al contributo delle vendite di macchinari. In termini assoluti, però, il gigante asiatico rimane ancora l’undicesimo Paese di destinazione per i nostri prodotti. “Per questa ragione – conclude Anna Mareschi Danieli, il mercato cinese rimane una destinazione ulteriormente promettente nel prossimo futuro”.

20/06/2019

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

09 OTT 2026

Imprenditoria straniera in Italia, oltre 677mila attività: più di 16mila in sei mesi

Si tratta di una componente ormai significativa del sistema produttivo nazionale, che rappresenta circa il 12% delle imprese registrate in Italia

08 OTT 2026

Intesa Sanpaolo, 20 miliardi per sostenere piccole imprese e territori

L’iniziativa punta a favorire investimenti, innovazione, digitalizzazione, riqualificazione e competitività, intervenendo anche sulle difficoltà legate all’aumento dei costi

07 OTT 2026

Le migliori aziende in cui lavorare in Italia: la classifica 2027

La classifica nasce da un’indagine indipendente realizzata da Statista in collaborazione con il Corriere della Sera.

06 OTT 2026

Bollette energetiche, l’allarme di Marcegaglia: imprese a rischio stop

Il caro energia sta aumentando la pressione sul sistema produttivo italiano, soprattutto sulle aziende che consumano grandi quantità di elettricità e gas.

05 OTT 2026

IA fuori controllo? Gli esperti: nessuna prova di una coscienza delle macchine

Secondo gli studiosi, il rischio concreto non è una presunta “ribellione” delle macchine, ma il modo in cui gli esseri umani progettano, addestrano e utilizzano questi sistemi

05 OTT 2026

Roma Music Festival, Marco Vittiglio è il nuovo direttore

Una scelta che segna l’avvio di una nuova fase del progetto e punta a rafforzarne ulteriormente il posizionamento di leadership nel panorama della musica emergente italiana.