La riforma del fisco deve esserci e non può prescindere dallo stato attuale delle cose.
"Alleggerire la pressione fiscale su famiglie ed imprese e favorire il rilancio dell’economia. A partire dal turismo", queste le priorità di Confesercenti esternate durante l'audizione presso le Commissioni Finanze di Camera e Senato.
"Sarebbe dunque paradossale pensare a dei micro-interventi mirati che renderebbero ancora più complesso il quadro normativo, invece di intervenire sul macrosistema - si legge nellanota diffusa dall'associazione -. A partire dalla risoluzione delle criticità legate al sistema di aliquote e scaglioni IRPEF, che ipertassa 6,3 milioni di italiani con redditi tra 28mila e 55mila euro: pur essendo il 15,6% dei contribuenti, forniscono quasi un terzo (31,8%) del gettito totale dell’imposta (50 miliardi di euro), subendo un aumento dell’aliquota legale di ben 11 punti. In attesa di una revisione complessiva dell’imposta, occorre frazionare questo scaglione, attualizzando al contempo le aliquote IRPEF al reale valore economico e di potere d’acquisto".
Rivedere le aliquote Iva e ridefinire l’impianto dei piccoli imprenditori sonoaltri fattori sui quali Confesercenti ha premuto molto sull'acceleratore.
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