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GOVERNO: CIA CHIEDE FLESSIBILITA' SUL LAVORO

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Più manodopera stagionale, flessibilità e abbassamento del costo del lavoro. Questi i punti chiave secondo Cia-Agricoltori Italiani, richiesti dal presidente nazionale Dino Scanavino a Palazzo Chigi, al tavolo di confronto su lavoro e welfare convocato dal premier Giuseppe Conte con le parti sociali.

E’ importante sottolineare che le aziende agricole, nonostante un trend occupazionale positivo (gli operai agricoli nel 2017 sono aumentati del 2,4% rispetto al 2016 e sono più di un milione), abbiano difficoltà nel reperimento della manodopera con la giusta tempistica. Il mercato del lavoro agricolo presenta, infatti, forti anomalie: “Il costo del lavoro è fra i più alti in Europa, mentre lo stipendio medio dell’operaio è il più basso del continente, con un cuneo fiscale determinato dal carico eccessivo di oneri sociali –ha evidenziato Scanavino-, questo ha determinato un calo della manodopera straniera comunitaria (Est Europa, soprattutto), che quest’anno non è stato compensato da quella extra-comunitaria, dopo il forte ritardo nella pubblicazione decreto flussi”.

Per facilitare le correnti migratorie, il presidente Cia ha proposto di adeguarle in relazione ai fabbisogni delle aziende, scaglionando l’ingresso dei lavoratori extra-comunitari e tenendo conto della stagionalità delle colture, in modo da garantire manodopera con la giusta tempistica”. In riferimento al lavoro accessorio, Scanavino ha espresso la necessità per il settore agricolo di uno strumento flessibile, che consenta l’utilizzo di prestatori nelle situazioni di emergenza, mezzo ancora troppo frenato dall' eccessiva burocrazia.

E’ altresì importante –per Cia- una significativa riduzione del costo del lavoro. Nel settore agricolo, oltre alla piaga del caporalato, esiste anche l’anomalia del “cosiddetto” lavoro grigio (falsi rapporti di lavoro che frodano l’Inps) che necessita misure incentivanti, come la decontribuzione per le effettive giornate lavorate.

Riguardo alla formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori agricoli –ha proseguito Scanavino- le parti sociali potrebbero essere incaricate, attraverso enti bilateriali, di provvedere nei modi più adeguati ai fabbisogni delle aziende.

Infine, un commento sul salario minimo garantito. Cia, ha detto il presidente: “non è pregiudizionalmente contraria, ma il differenziale tra l’attuale sistema salariale e quello minimo non può ricadere tutto sulle spalle delle aziende agricole, che oggi già faticano a operare nella legalità, considerando la concorrenza sleale di tanti imprenditori senza scrupoli.

06/08/2019

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